Fattori scatenanti della dermatite atopica


La dermatite atopica (AD) è una malattia infiammatoria cronica della cute che colpisce quasi il 20% dei bambini e spesso persiste anche in fase adulta.

È evidente che ci siano fattori che più di altri aumentano il rischio di sviluppare questa malattia, nel dettaglio:

ALIMENTI
Allergeni alimentari possono indurre le eruzioni cutanee nei bambini con dermatite atopica. Dati clini dimostrano che circa il 40% dei neonati e dei bambini con dermatite da moderata a grave ha una allergia alimentare. La rimozione degli allergeni alimentari dalla dieta del paziente può portare ad un miglioramento clinico, ma richiede una corretta educazione perché la maggior parte degli allergeni alimentari più diffusi, come uova, latte, grano, soia e arachidi, possono essere contenuti in molti alimenti e sono difficili da evitare. Test cutanei per allergeni specifici non sempre indicano sensibilità clinica dei pazienti, ma invece riflettono una sensibilizzazione allergica. Pertanto, a differenza del paziente che ha anafilassi indotta da alimenti, l’ allergia alimentare nella dermatite atopica va verificata mediante test alimentari o attento studio degli effetti dell’eliminazione di un determinato alimento dalla dieta.

INALAZIONE DI ALLERGENI
Prurito e lesioni cutanee eczematose si possono sviluppare dopo l’inalazione di allergeni in pazienti atopici, ed è stato dimostrato che l’applicazione epicutanea di aeroallergeni può indurre reazioni eczematose. Reazioni positive sono state osservate ad acari della polvere, pollini, peli di animali e muffe in pazienti sensibilizzati ai suddetti allergeni. Diversi studi hanno anche riportato che evitare aero-allergeni può provocare un miglioramento clinico della dermatite atopica. Tuttavia, gli effetti del controllo ambientale sono molto variabili. L’osservazione che alcuni pazienti con dermatite atopica possano beneficiare di immunoterapia con allergeni specifici fornisce un’ulteriore sostegno che gli aero-allergeni possano svolgere un ruolo nella dermatite atopica.

MICROBI
I pazienti affetti da dermatite atopica sono inclini alla colonizzazione della pelle o infezione da S. aureus, vari virus e funghi. Questa propensione alle infezioni microbiche potrebbe essere il risultato di diverse anomalie del sistema immunitario innato, tra cui una riduzione dei peptidi antimicrobici, il ridotto reclutamento dei neutrofili cutanei, difetti dei TLRs (toll-like receptors) e disfunzioni della barriera epidermica.

IMPLICAZIONI CLINICHE
I fattori chiave nella gestione della dermatite atopica sono: l’idratazione della pelle e la riparazione della barriera cutanea; l’uso di agenti anti-infiammatori topici efficaci, come ad esempio i corticosteroidi e gli inibitori della calcineurina; l’evitare i fattori scatenanti le allergie e il trattamento delle infezioni della pelle.
Nei pazienti in cui l’infiammazione della pelle non risponde alla terapia topica, dovrebbero essere considerati approcci anti-infiammatori alternativi.
È interessante anche notare che la carenza di vitamina D è sempre più presente nella popolazione generale. È stato osservato che la vitamina D può aumentare l’espressione dei peptidi antimicrobici (AMP) nei cheratinociti e la sua carenza può predisporre i pazienti affetti da dermatite atopica ad infezioni cutanee

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