Cosa significa “pelle sensibile”: il punto della situazione

Introduzione

L’accezione “pelle sensibile” è molto più complessa di quel che sembra. Con questo termine generico infatti si intende un complesso di sintomi oggettivi, ma soprattutto soggettivi, non ancora del tutto ben identificati, standardizzati o standardizzabili. Da molto tempo si tenta un’identificazione “standardizzabile”, ma la vera difficoltà risiede nella diagnosi differenziale tra: dermatiti irritative (DIC – Dermatite Irritativa da Contatto), allergiche (DAC – Dermatite Allergica da Contatto) o altro tipo di reazione della pelle come le intolleranze aspecifiche.

La pelle sensibile è un problema indubbiamente frequente, quasi sempre presente nella popolazione di soggetti che soffrono di prurito. In questo contesto si colloca il lavoro dell’International Forum for the Study of Itch (IFSI) attraverso uno Special Interest Group (SIG) sulla “pelle sensibile”.

La pelle sensibile è stata definita come una sindrome determinata dal verificarsi di sensazioni spiacevoli (stinging, ovvero pizzicore o sensazione puntoria, bruciore, dolore, prurito e sensazioni di formicolio) come risposta a stimoli che normalmente non dovrebbero provocare queste sensazioni.

Epidemiologia e fisiopatologia

Secondo alcuni studi, ma ancora con stime approssimative, circa il 50% delle persone (60% donne e 40% uomini) riferiscono di avere una “pelle reattiva”, anche se questa prevalenza riportata dai pazienti varia non poco tra Europa (Figura 1), USA, Giappone, Brasile e  Russia.

In uno studio del 2009, riferito a dati europei, viene riportato che il 38,4% del campione dichiara di avere una pelle sensibile o molto sensibile. Sebbene le donne siano tendenzialmente più colpite, sembra coinvolta anche una grande percentuale di soggetti di sesso maschile. È stata inoltre dichiarata la presenza di  una malattia dermatologica dal 31,2% dei soggetti con pelle molto sensibile, dal 17,6% di quelli con pelle sensibile, dall’8,7% di quelli con pelle leggermente sensibile e dal 3,7% di quelli che non riferiscono di avere la pelle sensibile.

Come già accennato, sussiste una correlazione tra pelle sensibile e dermatiti di natura irritativa o allergica. In particolare una storia di dermatite atopica infantile si è dimostrata più frequente nei pazienti con pelle sensibile o molto sensibile. Inoltre gli intervistati che hanno riferito di avere la pelle secca o grassa hanno anche riportato di avere una pelle sensibile o molto sensibile più frequentemente rispetto a quelli con pelle normale.

Le pelli sensibili e molto sensibili sono risultate più frequenti in Italia e Francia. La controversia sui numeri inizia dalla diversa percezione dei soggetti intervistati poiché il fenomeno, seppur comune, è di difficile individuazione attraverso una valutazione clinica o strumentale.

Gli aspetti di fisiopatologia della pelle sensibile sono ancora molto dibattuti e pertanto saranno necessarie ulteriori ricerche. Un dato inoppugnabile è che i soggetti che presentano Dermatite Atopica (DA) sono maggiormente predisposti a sviluppare dermatiti da contatto, sia di tipo irritativo che allergico, evidentemente a causa di una funzione di barriera cutanea deficitaria.

La controversia rimane nel riconoscimento di questo problema cutaneo: le classiche sensazioni spiacevoli (quali lo stinging, il bruciore, il dolore, il prurito, il formicolio) non necessariamente sono sempre attribuibili ad altre patologie della pelle, tanto è vero che la cute sensibile può anche apparire “normale” oppure presentare i classici sintomi. Per questo alcuni autori hanno proposto di definire una sottocategoria di pelle sensibile quando è associata a patologie dermatologiche identificate (ad esempio, dermatite atopica, rosacea, psoriasi, dermatite seborroica, acne, etc.).

Questa “sindrome” (alcuni autori hanno proposto la definizione di Sensitive Skin Syndrome – SSS) può colpire tutte le aree corporee, compreso il cuoio capelluto e l’area genitale, ma generalmente il viso è il bersaglio privilegiato. A dimostrazione di questo, in uno studio del 2008 ben l’85% dei 400 soggetti ha dichiarato di avere la pelle sensibile sul viso ed il 70% di questi in un’altra area: dalle mani (58%), al cuoio capelluto (36%), ai piedi (34%), al collo (27 %), al dorso (23%) o alla schiena (21%).

Rimane decisamente complicato, come precedentemente accennato, distinguere tra sensibilità, irritazione e allergia cutanea.

Alcuni autori hanno anche in passato proposto una classificazione della pelle sensibile, nel tentativo di semplificare la collocazione del tipo di pelle sensibile all’interno di un gruppo prestabilito (Figura 2).

FIGURA 2
Classificazione della pelle sensibile
Fonte: Inamadar A.C, Palit A.: “Sensitive skin: an overview” Indian J Dermatol Venereol Leprol, 2013, Vol.79, Issue 1, 9-16
Classificazione Sottogruppo Caratteristiche
Classificazione secondo Pons-Guiraud MOLTO SENSIBILE Cute reattiva ad una vasta varietà di fattori endogeni ed esogeni con sintomi acuti e cronici con una forte componente psicologica
SENSIBILE ALL’AMBIENTE Cute chiara, secca e sottile con tendenza a blush (arrossamento) o flush (rossore a vampata) e con reattività primaria ai fattori ambientali.
SENSIBILE AI COSMETICI Cute con una reattività transitoria ad un definito e specifico prodotto cosmetico
Classificazione secondo Muizzuddin PELLE DELICATA Cute caratterizzata da una lieve alterazione della funzione barriera non accompagnata da una risposta infiammatoria immediata
PELLE REATTIVA Cute caratterizzata da un’importante risposta infiammatoria senza una significativa riduzione della permeabilità
STINGERS Cute con un’alterata percezione neurosensoriale alle minori stimolazioni cutanee

Cause e concause

Diversi studi epidemiologici sulla pelle sensibile suggeriscono un progressivo aumento di questa condizione. Questo presunto aumento, così come le differenze in base al paese, al sesso ed all’età, sottolinea la soggettività delle risposte dei pazienti. Ulteriori domande sorgono inoltre sulla relazione tra il reale aumento della pelle sensibile e la consapevolezza di questa “sindrome”, oltre che sulla componente psicologica, culturale e determinata da fattori ambientali.

Diversi studi hanno suggerito un collegamento tra pelle sensibile e alterazioni della barriera epidermica, con conseguente percezione di disagio cutaneo. L’ integrità della barriera epidermica dipende molto dalla composizione lipidica e di conseguenza la sua alterazione è stata associata ad uno squilibrio dei lipidi intercellulari. Una debole barriera epidermica facilita la penetrazione di irritanti o allergeni, non riesce a proteggere adeguatamente le terminazioni nervose ed aumenta la perdita d’acqua transepidermica (TEWL).

Fattori scatenanti possono essere di tipo fisico (ad esempio UV, caldo, freddo e vento), chimico (ad esempio cosmetici, saponi, acqua e sostanze inquinanti) ed occasionalmente, psicologico (ad esempio stress) o ormonale (ad esempio ciclo mestruale) (Figura 3).

In caso di pelle sensibile è un errore limitare le cause ai soli fattori esogeni e temporanei (stagione, trattamenti, condizioni ambientali), poiché rimane fondamentale la condizione individuale del soggetto sensibile (alimentazione, stile di vita, condizione ormonale, concomitanza con altre patologie, etc.).

Trattamento topico

Il trattamento della cute sensibile si basa soprattutto sull’evitare l’applicazione sulla pelle di prodotti che possono danneggiare la barriera cutanea o contenere sostanze potenzialmente irritanti. Detergenti e prodotti per l’igiene devono quindi essere selezionati con la massima attenzione.

Tra i componenti meno sicuri in caso di pelle sensibile, perché possono scatenare reazioni, vanno considerati i conservanti, i tensioattivi troppo schiumogeni, alcuni emulsionanti, l’alcool, i coloranti e le fragranze.

Sensibile, sensibilizzata, suscettibile, reattiva, intollerante sono solo alcuni tra gli aggettivi che ricorrono quando ci si riferisce a questo tipo di cute problematica, difficile da trattare sia in generale sia dal punto di vista cosmetologico.

La pelle sensibile è difficile da definire ma costantemente in crescita nell’attenzione dei consumatori e delle aziende cosmetiche. Considerata la mole della domanda, attualmente una percentuale molto alta del mercato dei cosmetici, soprattutto per il viso, è rappresentata da prodotti specifici per pelle sensibile.

La cosmetologia prontamente si è adeguata agli sviluppi, alla ricerca ed agli studi scientifici nel settore della pelle sensibile. Prodotti “formulati per ridurre al minimo i rischi di reazioni cutanee” sono il primum movens delle linee di cosmetici specifiche per pelle sensibile.